facebook
whatsapp

Inviandoci il modulo contatti o una mail o iscrivendoti alla newsletter confermi di avere letto, compreso e approvato integralmente i termini e condizioni, la cookie policy e la privacy policy di questo sito.

 

Circolo Culturale Il Cittadino

C.F. 95094040631

info@associttadini.it

"il Cittadino"

BEST PRACTICES Rendicontazione Finanziamenti agevolati

2025-10-11 13:14

Luigi Iovino

Educazione Finanziaria, Finanziamenti Agevolati, Merito creditizio,

BEST PRACTICES Rendicontazione Finanziamenti agevolati

Mantenere una rendicontazione puntuale e ordinata di un finanziamento agevolato può proteggere da provvedimenti di revoca

BEST

PRACTICES

AGEVOLATI 

COME NON INCORRERE IN PROBLEMI DOPO AVER OTTENUTO UN FINANZIAMENTO AGEVOLATO

 

Una volta incassato un finanziamento agevolato, il pericolo è credere che si sia liberi di impiegarlo; In realtà non rispettando gli impegni può essere revocato, mettendo in crisi sia la solidità dell’azienda che la credibilità del professionista che la segue. Il vero traguardo dell’imprenditore deve quindi essere mantenerne la rendicontazione ordinata per potersi opporre tempestivamente a possibili richieste di revoche.

 

In genere per evitare un pre-avviso di revoca basta rispettare poche semplici accortenze:

  • Mantenere “dedicato” il conto corrente;
  • Impiegare i fondi esclusivamente per acquisti previsti nel perimetro del progetto finanziato;
  • Contratti e titoli di disponibilità dell’immobile, correttamente registrati al Catasto, coerenti ATECO.
  • Aggiornare l’archivio documenti: fatture, bonifici, ordini, collaudi, fotografie, relazioni tecniche.
  • Comunicare subito all’ente qualsiasi variazione, anche minima, rispetto al programma approvato.
  • Monitorare la regolarità fiscale e contributiva, per evitare blocchi in fase di liquidazione.
agevolati-2025.jpeg

Ottenere un finanziamento agevolato  è un vantaggio, rendicontarlo il meglio possibile, è un dovere!

Normalmente procedendo come indicato sopra si può stare tranquilli ma, nel malaugurato caso arrivi un pre-avviso, non deve trascurarsi la serietà delle conseguenze perché c’è già in corso un procedimento di revoca, per cui  potrebbe essere necessario chiarire:

·         pagamenti non tracciati;

·         fatture per spese non ammissibili;

·         contratti di locazione non registrati;

·         codici catastali difformi;

·         conti correnti dedicati utilizzati per altre finalità;

·         ritardi nell’esecuzione.

Avere quindi la documentazione in regola è importante perché, dal pre-avviso di revoca, ex l. 241/90 (art. 10-bis) si hanno in genere solo 10 giorni per controdedurre (se previsto dai bandi in alcuni casi 15);

Rispondere in ritardo, anche di un solo giorno, equivale ad accettare la revoca senza condizioni.

Ecco perché, incassato un agevolato, si deve essere sempre pronti in ogni momento a poter predisporre e presentare senza esitazioni le controdeduzioni, citando norme e allegando prove, entro i termini perentori.

COME PROCEDERE IN CASO DI REVOCA[1]

 

Opposizione e ricorso: Il destinatario di revoca può opporsi con l’istanza di riesame in autotutela c/o lo stesso ente (non sempre prevista ma possibile ex art. art. 21-nonies L. 241/90).

 

Revoca definitiva: se, valutate le controdeduzioni, l’ente non ritiene sanabili le irregolarità, scattano: A) obbligo di restituzione delle somme (più interessi legali, spesso maggiorati); B) segnalazione agli organi di controllo; Nei casi più gravi, è prevista la esclusione automatica da futuri bandi[2].

 

Diventata definitiva la revoca: si può ricorrere al TAR entro 60 giorni dalla notifica, oppure al Presidente della Repubblica con ricorso straordinario entro 120 giorni[3]; In questo ultimo caso il contenzioso può durare mesi o anni.
 

[1] Purtroppo anche se non viene sospesa l’efficacia del provvedimento, l’ente può comunque procedere all’escussione coattiva delle somme, con cartelle esattoriali o decreti ingiuntivi;

[2] L’esclusione non è discrezionale: Clausole esplicite nei disciplinari operativi di quasi tutti gli avvisi pubblici– dal “Resto al Sud” ai programmi Invitalia fino ai POR regionali – la rendono obbligatoria per chi non ha restituito somme dovute a seguito di revoca;

[3] In entrambi i casi, occorre articolare motivi giuridici solidi, supportati da prove documentali e riferimenti normativi puntuali.

 

“Il Cittadino”

 

Leggi anche:

NUOVA IMPRESA? Parti agevolato!

 

RESTO AL SUD 2.0 si parte dal 16.10.2025